Oh finalmente Natale

Per chi non l’avesse ancora capito io sono e rimango un’entusiasta del Natale, periodo UTILISSIMO per rilassarsi, viziarsi e non farsi trascinare in inutili feste dove tutti si annoiano ma ti invitano per dovere, e dopo sette ore in cucina, stai tre ore a mettere apposto i piatti perché in lavastoviglie ci sta un decimo delle pentole che ti tocca lavare a mano perché “tanto si fa prima”. Ma chi l’ha detto?

Non mi sembra una buona idea riciclare un musetto in un ripieno di tortellini (perché?) o un avanzo di panettone con delle creme pesanti come dei macigni. L’avete lasciato per un motivo, basta, non lo vuole nemmeno il gatto, fatevene un ragione e il vostro intestino vi ringrazierà. Anche il fegato.

Se non avete voglia di fare regali, non fateli. Semplice. E anche quei barbosissimi messaggi a catena, come quello che gira da anni, autore anonimo sul tempo.

Se per un inaspettato afflato mistico vi viene voglia di andare a Messa a mezzanotte, la predica non la ascolterete, però forse ci sarà qualche dettaglio che magari vi sorprenderà, compreso il presepe fuori scala.

Non riconoscere un parente dopo vent’anni è normale.

Panta Rei. Tutto scorre.

La musica mettetela voi..

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To pelagò einai vathi

Il mare è profondo e l’amore è immenso. Questa è una canzone che ho conosciuto grazie a te che ora non puoi più leggermi. C’era già tutto, io la cantavo senza rendermi conto che in quella storia di bambino c’era la tua storia, con il Partenone sullo sfondo, avevi già pensato a tutto, anche al tuo ultimo abbraccio.

Ossi duri

Dopo essermi addormentata nella partita fallimentare Italia-Polonia, ci siamo salvati grazie a un unico goal del (difensore) fiorentino Cristiano Biraghi oltre il 90esimo minuto, quando ormai si pensava che l’Italia fosse davvero spacciata, il mio entusiasmo per il giuoco calcio è sceso sotto i tacchi che poi di fatto non ho mai messo. Queste non sono partite ma lente agonie in cui ronfare davanti alla tele. Non che il resto dei programmi sia meglio. Il remake del remake del remake. Proliferazione incontrollata di cloni. Ogni pecora ha il suo pastore o quasi..ammesso che le pecore siano pecore perché anche qui ho i miei dubbi. Dolly ha fatto una brutta fine, invecchiamento precoce e complicazioni polmonari. Conviene farsene una ragione. O forse aveva ragione Montale, “l’attesa è lunga, il mio sogno di te non è finito.”

 

 

 

 

 

 

 

Guerra e Pace 2

Si sa già che non andrà a finire bene, però ci sono altre lezioni importanti che è bene tenere a mente.

  1. Diffidare di chi ti lusinga troppo – vedi Dolokhov (che purtroppo si ripresenta come un pasto indigesto) – troppi complimenti mescolati a balle fin troppo evidenti fanno male al corpo e all’anima.
  2. Se uno ti tratta male va abbandonato al suo destino.
  3. Vivere orazianamente l’attimo e non posticipare quello che si potrebbe fare subito, ora.
  4. Il padre del Principe Bolkonskij è un guastafeste amareggiato a cui il figlio non avrebbe dovuto credere da sempre – tanto è un sacrificio inutile, non farà contento né lui né il padre, che continuerà a sgridarlo come un ragazzino fino alla fine dei suoi giorni. Lo stesso si applica alle questioni di principio. Vanno rivedute e corrette.
  5. Tutto, tutto quello che si capisce, si capisce perché si ama.

 

 

Guerra e Pace

Mi sto rivedendo la miniserie della BBC. Ce n’è per tutti i gusti. Personaggio alter ego di Tolstoj, Pierre Bezuchov, figlio illegittimo del conte Bezuchov che inaspettatamente eredita tutta la fortuna del padre con relative (rogne) di personaggi interessati e meschini. Tutti lo trattano come un ingenuo di campagna, troppo buono per essere creduto vero. Costretto ad aprire gli occhi, si separa subito dalla moglie che ha una tresca con un essere spregevole che dopo aver mangiato a quattro palmenti, essere stato ospitato come un re, cerca di usurparne il posto. Inspiegabilmente Pierre lo vince in duello, ma Dolochov troverà il modo di dare fastidio ad altri. Il militare psicopatico darà filo da torcere a chi ha la sventura di incrociare il suo cammino. E infatti, dopo il duello con Bezuchov, quando sembra essere sul punto di morte, si piazza dalla famiglia Rostov e cominciano i guai. Sullo sfondo le guerre napoleoniche con manipoli di ussari costretti a sfidare eserciti ordinati pieni di munizioni con armi e forze esigue. E qui spicca Andrej Bolkonskj che al primo attacco ad Austerlitz  viene dato per morto e invece torna a casa, ferito ma vivo. La gioia dura lo spazio di una manciata di secondi perché la moglie Lise muore di parto, dando alla luce un bambino. Tutto da ricominciare.

Nel frattempo Dolochov si è ripreso alla grande e ha rovinato al gioco l'”amico” Rostov che non ha i soldi per pagare i suoi debiti. Mai dare la seconda chance ha chi ha fallito alla prima, questa rimane una regola d’oro.

Il gioco si fa interessante

Anche l’Inghilterra è stata spazzata via dalla voglia di vincere della Croazia. Un primo tempo dove non si capiva come sarebbe andata a finire, Trippier dopo cinque minuti aveva già fatto goal mentre la Croazia arrancava nervosamente. Peresic, eroe nazionale, ha rimesso tutto in discussione dopo il suo goal al 63°, la squadra si è riassestata lottando con una tenacia sorprendente, ha riacquistato fiducia e ce l’ha fatta, ancora una volta, questa volta fermandosi prima dei rigori, allo scadere dei supplementari con un altro colpo micidiale inferto da Mandzukic. Come insegna il saggio Sacchi, l’Inghilterra, giovane e forte, ha peccato di ingenuità, ma si rifarà (forse) con i Belgi. Dispiaciuto vedere Trippier, l’artefice del goal iniziale, ridotto molto male alla fine, costretto a ritirarsi per grave infortunio muscolare. Vedremo cosa succederà con la semifinale, per ora non tornano a casa con la coppa, ma anche un terzo posto sarebbe più che decoroso.

Intanto la Croazia si prepara a sfidare i Bleus che le daranno filo da torcere. Dalic si inventerà qualcosa, la Francia pure.

Le Fantastiche Quattro #Mondiali2018

Alla fine tomo tomo cacchio cacchio, eccoci arrivati alle quattro finaliste. Martedì big match tra Francia – I bleus – contro Belgio – I Diavoli Rossi – avversari da sempre. C’è chi tifa per la Francia solo perché il Belgio ha sconfitto gli eroici Giappo, ma è una bella gara. Si apre il totomondiale, chi vincerà la finale?

Mercoledì avremo Inghilterra contro l’inossidabile Croazia – come dimenticare la memorabile partita con la Russia? La tempra di Modric e la forza del portiere Subasic che ha resistito fino alla fine nonostante lo strappo muscolare, oltre ad aver parato l’imparabile per 120 interminabili minuti. La Russia non è stata da meno, ha lottato con tutte le sue forze, certo che il primo rigorista Smolov si ricorderà fino alla fine dei suoi giorni lo sbaglio di quel tiro azzardato. Il cucchiaio alla cazzo, la finta che è talmente finta che persino un pollo se ne accorge.

L’Inghilterra con l’allenatore Southgate sempre impeccabile nel suo gilet e il capitano Kane spera di tornare a casa con la coppa. “We’re coming home” cantano, dal 1966, l’attesa è stata lunga. Hanno pure spezzato l’incantesimo della barriera dei rigori, e quest’anno si sono classificati proprio grazie ai rigori contro la Colombia.

Quattro squadre europee che meritano di vincere e tutte con grandi qualità, tutte diverse per modalità di gioco, finalmente un mondiale come si deve.

Nel frattempo seguire il consiglio di Camaron..