Il gioco si fa interessante

Anche l’Inghilterra è stata spazzata via dalla voglia di vincere della Croazia. Un primo tempo dove non si capiva come sarebbe andata a finire, Trippier dopo cinque minuti aveva già fatto goal mentre la Croazia arrancava nervosamente. Peresic, eroe nazionale, ha rimesso tutto in discussione dopo il suo goal al 63°, la squadra si è riassestata lottando con una tenacia sorprendente, ha riacquistato fiducia e ce l’ha fatta, ancora una volta, questa volta fermandosi prima dei rigori, allo scadere dei supplementari con un altro colpo micidiale inferto da Mandzukic. Come insegna il saggio Sacchi, l’Inghilterra, giovane e forte, ha peccato di ingenuità, ma si rifarà (forse) con i Belgi. Dispiaciuto vedere Trippier, l’artefice del goal iniziale, ridotto molto male alla fine, costretto a ritirarsi per grave infortunio muscolare. Vedremo cosa succederà con la semifinale, per ora non tornano a casa con la coppa, ma anche un terzo posto sarebbe più che decoroso.

Intanto la Croazia si prepara a sfidare i Bleus che le daranno filo da torcere. Dalic si inventerà qualcosa, la Francia pure.

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Le Fantastiche Quattro #Mondiali2018

Alla fine tomo tomo cacchio cacchio, eccoci arrivati alle quattro finaliste. Martedì big match tra Francia – I bleus – contro Belgio – I Diavoli Rossi – avversari da sempre. C’è chi tifa per la Francia solo perché il Belgio ha sconfitto gli eroici Giappo, ma è una bella gara. Si apre il totomondiale, chi vincerà la finale?

Mercoledì avremo Inghilterra contro l’inossidabile Croazia – come dimenticare la memorabile partita con la Russia? La tempra di Modric e la forza del portiere Subasic che ha resistito fino alla fine nonostante lo strappo muscolare, oltre ad aver parato l’imparabile per 120 interminabili minuti. La Russia non è stata da meno, ha lottato con tutte le sue forze, certo che il primo rigorista Smolov si ricorderà fino alla fine dei suoi giorni lo sbaglio di quel tiro azzardato. Il cucchiaio alla cazzo, la finta che è talmente finta che persino un pollo se ne accorge.

L’Inghilterra con l’allenatore Southgate sempre impeccabile nel suo gilet e il capitano Kane spera di tornare a casa con la coppa. “We’re coming home” cantano, dal 1966, l’attesa è stata lunga. Hanno pure spezzato l’incantesimo della barriera dei rigori, e quest’anno si sono classificati proprio grazie ai rigori contro la Colombia.

Quattro squadre europee che meritano di vincere e tutte con grandi qualità, tutte diverse per modalità di gioco, finalmente un mondiale come si deve.

Nel frattempo seguire il consiglio di Camaron..

Le temibili otto

Anche senza l’Italia è stato finora un mondiale pieno di sorprese e colpi di scena. La Germania, campione del mondo, eliminata. L’Argentina e la Pulce pure, il Portogallo anche. La Spagna fuori.

Il Giappone ha lottato fino alla fine contro i diavoli rossi e una manciata di secondi con un’occasione afferrata al volo da Chadli li ha esclusi dagli ottavi di finale. Un pianto eroico dei piccoli samurai con biglietto di ringraziamento negli spogliatoi.

Ieri la gara tra Inghilterra e Colombia (per cui tifavo) si è trascinata con non pochi intoppi ai calci di rigori, si è visto di tutto, falli, botte, nervosismo alle stelle, aria che si tagliava con il coltello, metà squadra colombiana ammonita.

Il giovane portiere ambizioso Pickford alla sua prima esperienza ai mondiali e Ospina con l’ingrato compito di rimanere per sempre inchiodato alla memoria di una sconfitta o di una vittoria nei secoli dei secoli. Tutto nevrastenicamente bilanciato, inizia la solfa dei rigori. Parte la Colombia e ce la fa. Anche l’Inghilterra. Al terzo l’agitazione sale.

Ospina para Henderson, Uribe, che negli sgoccioli del 90° aveva sfidato con un tiro fortissimo la porta di Pickford, sbaglia pure lui. L’equilibrio dei possibili errori da entrambe le parti è appeso a un incerto filo di speranza.

L’Inghilterra spezza la maledizione dei rigori e comincia a crederci ancora, tutto è ancora possibile. Nell’attesa la camera inquadra l’allenatore della Colombia, José Pekerman, il viso contratto in una maschera di nervi scoperti, si copre gli occhi, e non è un buon indizio. Bacca al quinto tiro non prende la porta. Ormai non c’è più nulla da fare, bisogna aspettare con il cuore in gola il tiro degli avversari.

L’Inghilterra consegna l’onere della vittoria a Dier che NON deve sbagliare. Quinto tiro GOAAAAL! Tripudio nella terra di Albione, dall’altra parte del campo il silenzio soffocato della sconfitta.

Los cafeteros a casa, l’Inghilterra procede inesorabile verso i quarti di finale contro la Svezia. Kane, centroavanti del Tottenham, eroe nazionale.

From Russia with love – Mondiali 2018

Eccomi a seguire i mondiali in Russia, finora mi sto divertendo senza il patema di dover tifare l’Italia, gustandomi le partite. Nota dolente i programmi sportivi post-partita.

Intanto il Messico ha battuto la Germania 1 a 0 e già questo è uno scoop – non c’era Schweinsteiger va detto. La Corea ha un portiere che sembra avere 12 anni – Cho Hyuan Wo – e nulla ha potuto contro i lungoni Svedesi. Mi sarebbe piaciuto che vincesse la Nigeria contro la Croazia ma vedremo gli sviluppi degli eventi nel girone D.

Oltre allo spray bianco ampiamente usato dagli arbitri, ora c’è pure il supporto tecnologico VAR, l’assistenza video, per cui l’arbitro con passo deciso va a consultarlo in caso di bisogno, in tutti gli altri casi il giudizio insindacabile dell’arbitro e dei suoi assistenti, ma si sa che sui rigori si scatena l’inferno.

Stasera Russia contro Egitto. Il pronostico dovrebbe essere facile, “non si possono insegnare trucchi nuovi a un vecchio gatto”…staremo a vedere, intanto il Senegal già 2 goal contro la Polonia.

Buona partita a tutti!

Due piccioni con una fava: LORO 1 & LORO 2

Tornare al Cinema Multisala è stato uno shock. Quello che io ricordavo un cinema multisala ora è un blocco di cemento con la pittura scolorita, ricoperto di erbaccia, con un parcheggio sotterraneo che ha un ingresso che già invita allo scippo – a meno che tu voglia regalare la macchina a qualcun altro – di una tristezza disarmante. Mi sono fatta coraggio e sono andata, con me altre sei anime, in una sala blu indaco che sapeva di popcorn, volume a palla.

Idealmente andrebbero visti insieme, uno dopo l’altro – non è stato il mio caso. Prima ho visto LORO 1 – già la prima scena aveva innescato qualche dubbio, una pecora muore assiderata per l’aria condizionata nella reggia berlusconiana, a) è una metafora (?), b) è solo una povera bestia, c) ulteriore sega mentale, quasi quasi farà da specchio a quello che capiterà dopo a NOI mentre guarderemo feste di sesso sfrenato che non fanno sesso ma lasciano un senso di vuoto senza speranza, mentre la “politica” rinsalda alleanze improbabili. Gli animali tornano tra di NOI, in mezzo a LORO, un topo che taglia la strada a un camion di spazzatura che sbanda e si catapulta scaraventando sacchi di immondizia in aria alla Zabriskie Point, un ornitorinco che corre (dove?). SE vogliamo attenerci a una semplice cronistoria, si vuole ripercorrere un periodo ben preciso, anni che vanno dal 2006 al 2010. Personaggi che nonostante il cambio di nome si scoprono da sé – magistrali Scamarcio nel ruolo di Sergio Morra e Euridice Axen nella parte di Tamara –  insieme a simboli massonici che restano da decifrare. Chi è DIO? Il tipo misterioso con l’asciugamano in testa e la voce contraffatta che si fa scegliere ragazze speciali? E di fatto un incontro con DIO non può che lasciare un segno indelebile.

Lo scopriremo (forse) guardando LORO 2, perché LORO 1 non è che un’anteprima che svela  un processo inarrestabile mentre Servillo/Silvio canta Malafemmena e ci incanta con le sue maschere, e ElenaSofiaRicci/Veronica non ci crede più. I giochi sono fatti, niente va più. Ambizione, invidia, corruzione, ingordigia, lussuria, solitudine, impotenza, vigliaccheria, spreco, mentre la vita accade, la terra trema in Umbria e l’Aquila è ridotta in macerie. Molto più di un FILM.

 

 

Il postino suona sempre due volte

“Drin drin..chi è?

Sono il postino..”

pezzo ormai storico della resuscitata Corrida di Carlo Conti.

“Lo spettatore più contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la propria esistenza e il proprio desiderio.”

“E chi lo dice?”

“Lo diceva Guy Debord già nel 1967.”

“Antico tipo Rock prog?”

“No, veramente era un situazionista.”

“Mah io non ti capisco, chi cazzo è un situazionista? Io faccio trap.”

“Come Charlie Charles, Sfera Ebbasta, Ghali.”

“Grandiii.”

“Basta che poi non dici ahia sul rooftop dell’Himalaya”.

“No, no, figurati.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

The Duchess ***

Duca: Io vi amo.

Georgiana: Come?

Duca: Nel solo modo che conosca.

Altro film “nuovo”, del 2008 con Ralf Fiennes nella parte del perfido Duca del Devonshire e Keira Knightley sua consorte. Premesso che la donna nel ‘700 non aveva nessuna voce in capitolo, qui la Duchessa ha vari problemi con cui intrattenersi, oltre alle corna di prassi, che dovevano essere accettate in silenzio – con lei vive anche la figlia che il Duca aveva avuto da un’altra donna – il problema è dare alla luce un erede maschio, e dopo tre figlie, il Duca è sempre più irascibile. Georgiana ha la brillante idea di portarsi a casa un’amica a cui il marito ha sottratto per pura cattiveria i figli, l’amica per ricompensare tanta generosità diventa l’amante del marito. Tradita e afflitta, incontra un giovane promettente politico con velleità rivoluzionarie con cui vorrebbe scappare..Charles Grey. Vorrebbe ma non può, il Duca ha già avvertito che non le farà vedere più i figli, tanto per mettere le cose in chiaro. Parecchie inesattezze per i fanatici delle ricostruzioni storiche, costumi sorprendenti, finale scontato.