Il mio migliore amico ***

Di Patrice Leconte (2006) su RAI5 senza pubblicità. Daniel Auteuil, perfetto nella parte di un antiquario piuttosto antipatico con un’espressione di disgusto di sé stampata a imperitura memoria sul volto e Danny Boon che interpreta un tassista che è diventato un’enciclopedia vivente, fin da piccolo ha come unica ossessione un quiz televisivo a premi a cui non riesce a partecipare per la troppa emotività. Che cosa lega questi due personaggi? Apparentemente niente, ma poi man mano che si sviluppa la storia, scopriranno le stesse ferite.

L’antiquario vive una vita piena di impegni tra un’asta e l’altra ma non ha nessuna idea di come relazionarsi agli altri: un matrimonio fallito, una figlia con cui NON comunica, un’amante di cui non gli importa nulla, conoscenze noiosissime; il tassista, parla troppo, cerca di impressionare i suoi clienti con aneddoti sulla storia delle vie della città ma dentro ha un grande vuoto, la moglie se n’è andata con il suo migliore amico, torna ogni domenica a pranzo da suoi per ritrovare qualcuno che lo accolga, regredendo allo stadio di bambino dove ancora tutto è possibile.

All’ennesima asta a cui l’antiquario partecipa di ruolo, decide contro la volontà della sua socia di comprare un vaso antico greco che raffigura l’amicizia tra Achille e Patroclo, il vaso delle lacrime. La socia che non gli ha perdonato di aver fatto un acquisto al di sopra delle loro possibilità finanziare si vendica con una scommessa, ha dieci giorni di tempo per dimostrarle che ha davvero un amico, pronto a tutto per lui, a qualsiasi sacrificio, altrimenti dovrà restituirle tutti i soldi dell’acquisto – considerando che non ha uno straccio di amico e che tutti i colleghi di lavoro lo odiano, la scommessa sembra vinta in partenza. E invece…ci sarà la svolta, non banale.

La presenza del tassista imbranato scartato all’inizio, trattato come una figura invadente con cui non vuole avere nulla a che fare, avrà invece un ruolo fondamentale. Frugando tra le sue carte scopre nel quaderno degli appunti che i genitori del tassista custodiscono come un tesoro una citazione da Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry:

Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l’uno dell’altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo.

Sarà davvero così?

 

Adaline, l’eterna giovinezza **

A ragione tra la fantascienza e il fantasy, film del 2015 di Lee Toland Krieger, godibile se si fa finta di credere alla storia di Adaline (Blake Lively), nata nel 1908 e imperturbabilmente bella nonostante il passare degli anni, Adaline non invecchia mai. A 29 anni dopo la morte del marito, ha un incidente stradale, un fulmine si scaglia sulla sua macchina, e lei al risveglio, dopo che il suo cuore si è fermato per pochi secondi, torna alla vita. Per non doversi giustificare in continuazione sul suo stato anomalo, è costretta a cambiare lavoro e città ogni dieci anni, mentre la figlia nonna la segue a distanza, fino a che incontra un uomo che non la lascia andare facilmente: bello, intelligente, generoso, colto e pure ricco. La situazione si complica quando ormai innamorato perso oltre il ragionevole, decide di invitarla a casa dei suoi. Per il padre Adaline non è un volto nuovo…l’ha già visto da qualche parte, quarant’anni prima in Inghilterra. Adaline finge di essere la figlia di Adaline ma non ha tenuto conto che il futuro suocero che è pure uno scienziato ha una memoria di ferro…

A Royal Affair ***

Ieri l’offerta è decisamente migliorata. Sul giornale era prevista La sconosciuta, e invece un film danese, prodotto a sorpresa da Lars von Trier, candidato all’Oscar nel 2013 come miglior film straniero, in costume.

Danimarca del XVIII secolo, Carolina Matilde di Gran Bretagna a 15 anni è promessa sposa al cugino danese, il re Christian VII.

Il primo incontro è deludente da subito, un pazzo che si comporta come un bambino viziato, preferendole la compagnia del cane. La prima notte insieme fa capire alla regina che l’uomo è da evitare caldamente: un porco goffo, sbrigativo e con velleità non alla altezza delle aspettative. Christian del resto da il meglio di sé solo con prostitute.

Non appena Carolina rimane incinta, il re viene allontanato dalle sue stanze. Meglio leggere.

A corte entra nelle grazie del re un medico di campagna, belloccio, illuminato e illuminista. E se bisogna seguire il titolo, il tradimento è dietro l’angolo, non senza spine.

Bob un maggiordomo tutto fare (no star)

Già il titolo annunciava il pacco imminente, una produzione anglo-canadese del 2005, un maggiordomo improvvisato, un criceto di nome Rascal che è il secondo protagonista del film e una famiglia da accudire con parecchi problemi: tutti rigorosamente antipatici. Ma Bob si darà da fare per sistemare le cose. La padrona di casa è Brooke Shields, maniaca dell’ordine e della pulizia, vive per lavorare, ha due bambini che tanto simpatici non sono e un fidanzato insopportabile, doppiato con un finto accento francese che lo rende ancora più detestabile. Dopo un corso di cinque giorni sull’ABC dei lavori domestici, Bob si lancia in una nuova impresa. Zapping vivamente consigliato. Il finale è facilmente intuibile.

Il Mistero di Ragnarock **

Questo è quello che passava la RAI nel periodo pasquale. Pare che abbia vinto anche qualche premio, in Norvegia, per gli effetti speciali – e quando vedrete la BESTIA capirete perché. Relativamente recente, del 2013.

Già dall’inizio si capisce che la guida esperta Leif è cattiva come il male, ma l’archeologo Sven è ottuso al punto giusto, trascina collega, figli teenager alla ricerca di un misterioso tesoro. A confondergli le idee un manoscritto da decifrare in runico applicando una specie di croce metallica che funziona come il sistema dell’Inps, lettera incomprensibile corrisponde a un’altra lettera incomprensibile. Ci vuole molta pazienza ma Sven ha bisogno di fondi per il museo e si lancia in questa nuova avventura credendo di aver capito il messaggio – non fino in fondo però. La Natura è accogliente fino a un certo punto, inutile dirvi che appena arrivati in loco Leif arraffa quello che c’è da prendere e li abbandona al loro destino, scappando soddisfatto con un elmo di Vichingo su una zattera di fortuna. Non ha fatto i conti con chi abita in quel luogo da più tempo di lui..e non aggiungo altro, altrimenti che mistero sarebbe. Fotografia ottima.

Time flies

Mi sono dimenticata di celebrare il compleanno di Yerakina, tre anni e due giorni oggi, ma la vita là fuori è stata lievemente incasinata, mea culpa Yerakina..22 (‘O Pazzo nella cabala napoletana) giornata ricca, in compagnia di altri nati nel tuo stesso giorno, l’allegro Schopenhauer, Chopin, Renard (Pel di Carota), Giulia Masina, Yorgos Arvanitis (il fotografo di tutti i film di Angelopoulos), il grandissimo critico Terry Eagleton, Julie Walters, una manciata di criminali, James Blunt (il cantante militare, lui quello di 1973 (Simona I wish I had known that), Drew Barrymore, Sebastien Tellier, Penny Flame, una sfilza di calciatori e cestisti, sportivi, atleti e tennisti.

“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro. Leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare.” Hai capito Schopenhauer?

Scelgo il pacco 22.